Mercoledì 16 Novembre 2011 18:54

Papiri e papirologia a Napoli

Scritto da  Dott. Aniello De Rosa
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«Il secolo XX sarà il secolo dei papiri, come il XIX è stato quello delle epigrafi»: questa frase di Theodor Mommsen rivela l’aspettativa che i ritrovamenti dei papiri avevano suscitata. In realtà furono parole profetiche perché le scoperte, che erano iniziate nell’Ottocento sulla scia dell’interesse per l’Egitto risvegliato dalla spedizione napoleonica, a partire dall’inizio del ‘900 si sono intensificate grazie a scavi sistematici e acquisti sul mercato antiquario, alimentando importanti collezioni in Europa e fuori. Dai corredi delle tombe, dai cumuli di rifiuti nei centri abitati antichi abbandonati e ricoperti dalla sabbia sono venuti alla luce migliaia di rotoli di papiro, in condizioni più o meno frammentarie. Essi ci hanno restituito molte opere delle letterature classiche che non si conoscevano attraverso la tradizione manoscritta medioevale. Insieme ai testi, i documenti che hanno consentito di ricostruire in tutti i suoi aspetti la vita pubblica e privata dell’Egitto greco-romano dal IV secolo a. C. all’VIII d. C. Fuori dall’Egitto le scoperte sono state sporadiche. Tra le più significative è il ritrovamento, a Ercolano, in una sontuosa dimora, la Villa dei Papiri appunto, dell’unica biblioteca privata antica giunta sino a noi. La scoperta avvenne nella metà del XVIII secolo nel corso degli scavi promossi da Carlo di Borbone. I papiri, carbonizzati dal calore dell’eruzione, furono aperti grazie a una macchina ideata da uno scolopio genovese. Il contenuto della biblioteca è rappresentato soprattutto da testi di filosofia epicurea: di Epicuro, e di suoi discepoli che non conoscevamo per altra via. Ci sono anche opere stoiche e papiri latini: una brano sulla battaglia di Azio, frammenti di Ennio, di Cecilio Stazio, forse di Lucrezio. L’autore più rappresentato è Filodemo di Gadara, epicureo, originario della Palestina. Dopo un soggiorno ad Atene, si trasferì a Roma, dove conobbe Cicerone e fu amico di Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare, di Virgilio e della sua cerchia. Forse fu ospite della Villa dei Papiri. Filodemo era noto quale autore di Epigrammi; le opere in prosa che dobbiamo ai papiri mostrano una notevole ampiezza di interessi. Gli studi su questo eccezionale patrimonio hanno ricevuto grande impulso grazie alla lungimiranza e alla tenacia di Marcello Gigante, che nel 1969 fondò il Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi. Il Centro, che riceve sostegno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania e dalla Fondazione Banco di Napoli, ha dato vita, oltre a diverse pubblicazioni, alla Rivista «Cronache Ercolanesi», edita da Macchiaroli, alla Collana, La Scuola di Epicuro, per i tipi di Bibliopolis. Il Centro collabora col Dipartimento di Filologia Classica ‘Francesco Arnaldi’ dell’Università di Napoli Federico II, dove la Papirologia ha una lunga tradizione di insegnamento, con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con importanti istituzioni straniere; ha organizzato quattro Congressi Internazionali, ha erogato centinaia di Borse di studio. In felice sinergia con la Biblioteca Nazionale di Napoli, dove sono custoditi i papiri, e con la Soprintendenza Archeologica ha seguito e tutelato le operazioni di restauro, conservazione, riproduzione fotografica dei rotoli e cooperato a promuovere la ripresa dello scavo della Villa, che oggi è una realtà più vicina.
Ultima modifica Mercoledì 16 Novembre 2011 19:21
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