Dott. Aniello De Rosa

Dott. Aniello De Rosa

Percorsi vesuviani del gusto, convegno a Villa Signorini Funziona il connubio tra l'istituto superiore "Adriano Tilgher" e l'Accademia Ercolanese, presieduta da Aniello De Rosa "Rivalorizzare il territorio attraverso la cultura", ha sostenuto il dottor Aniello De Rosa, Presidente dell'Accademia Ercolanese, nel corso della conferenza stampa di presentazione del convegno in programma martedì 21 maggio 2013, con inizio alle 9 e 30 a Villa Signorini. E in perfetta sinergia la Preside dell'istituto "Adriano Tilgher", Giuseppina Principe, ha sottolineato come la scuola da lei diretta ritenga molto importante "lavorare con il territorio per il territorio". Così è nata l'idea dei "Percorsi vesuviani del gusto: alla scoperta e valorizzazione dei sapori e dei profumi tipici delle nostre terre". Il programma del convegno, moderato proprio dal dottor De Rosa, prevede la presentazione della professoressa Principe, i saluti del responsabile dell'hotel Villa Signorini, l'ingegnere Corrado Sorbo, i saluti del Sindaco Vincenzo Strazzullo e dell'Amministrazione comunale di Ercolano e l'introduzione del professor Paolo Masi, direttore del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II. Poi interverranno: la dottoressa Silvana Cunetta, presidente del Rotary Club Ercolano; il dottor Domenico Sannino dell'omonima azienda vinicola; il professor Tommaso De Rosa, esperto di ristorazione; il professor Zenone Schirripa, docente di sala-bar; il dottor Giovanni Marino, presidente del Consorzio di tutela del pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP; il dottor Pasquale Buonocore, responsabile del progetto "Eccellenze Campane". Agli interventi seguirà la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione alla VII edizione del Premio "Euromediterraneo" a 25 ragazzi, che grazie al riconoscimento otterranno dei crediti formativi. Infine, il buffet dall'invitante titolo: "I sapori e i profumi vesuviani". Della segretertia organizzativa del convegno hanno fatto  parte  la professoressa Gamen, il professore Sdino e il Dsga Oliviero.  
Lunedì 24 Dicembre 2012 09:53

AUGURI ISTITUTO " A. Tilgher "

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Liceo scientifico – Liceo linguistico – Tecnico Amministrazione Finanza e Marketing Indirizzo: giuridico  economico aziendale - - operatore turistico Indirizzo: enogastronomico e ospitalità alberghiera Via Casacampora, 3 - 80056 Ercolano (Na) tel. 081 7396340 – fax 081 7396269   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.     Prot. n. 7559/U                                                                                          Ercolano, 22 dicembre 2012                                                                                           Alla Vicaria                                                                                   Al I Collaboratore                                                                                   Ai Docenti                                                                                   Al DSGA                                                                                   Al Persona ATA                                                                                   Agli Studenti e alle loro Famiglie                                              Al Presidente del Consiglio di Istituto                                                                             Ai Componenti il Consiglio di Istituto                                                    Alla Comunità Scolastica                                                                             All’ ALBO                                                                                                                                                OGGETTO : Auguri    Chiusi in un mondo difficile, segnato dalla violenza morale e materiale, aspiriamo tutti alla pace. Il Natale che cosa rappresenta per l’umanità di oggi, assetata di giustizia, di equità, di pace ? Se tutto si riduce ad mero sfolgorio di luci, alla classica “ abbuffata” natalizia, è veramente poca cosa che rafforza ancor più quello squilibrio tra chi può e chi non può che sta veramente corrodendo le basi di una convivenza pacifica a livello globale. In questa fase di crisi che attanaglia il mondo e che investe  le classi sociali deboli ma anche il ceto medio, a vantaggio di un’oligarchia plutocratica sempre più aggressiva e senza scrupoli, questa festa , nel rappresentare la nascita di un Bambino inerme in una povera mangiatoia, induce ad una profonda riflessione se riusciamo a non farci travolgere dalla luminosità effimera di luci che appaiono più sfocate se si contrappongono alla miseria di tanti. La crisi che stiamo vivendo e che in modo subdolo si è insinuata nella vita di tutti, è un’opportunità per mettersi in gioco, per rivedere la propria vita. Occorre necessariamente porre mano ad un cambiamento : la crisi, infatti, mette alla prova le nostre libertà, il nostro essere, il nostro modo di agire. Mancanza di verità, confusione, relativismo, nichilismo, incertezza profonda, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano personale e         relazionale, costituiscono i grandi mali che bloccano le nostre energie, impedendoci di riscoprire la gioia di sperare e di operare per costruire le ragioni di credere e di sperare. Ecco perché il Natale rappresenta un momento di grande riflessione. Ogni nascita induce ad un cambiamento:  il Bambino che contempliamo davanti al presepe è un Bambino che è nato in una famiglia povera di beni ma ricca di Amore, un Amore fatto di condivisione di un progetto più grande. Ogni Bimbo che nasce, non nasce per sé così come ogni Famiglia non è una monade ma è inserita in un contesto sociale nel quale deve trovare il suo spazio. La Famiglia di oggi lacerata da tante divisioni, proprio guardando al Bambino del presepe, deve ritrovare la forza di rigenerarsi e di dare alla società il meglio di se stessa così come la società civile, pungolata dall’ esempio delle Famiglie, deve offrire loro quelle opportunità di crescita e di sviluppo su cui costruire il progetto del futuro. Si tratta allora di iniziare, partendo da quel Bambino di cui evochiamo l’immagine nel presepe, un cammino di conoscenza di noi stessi : conoscere se stessi, secondo Socrate, significava porsi dei limiti, mettere la propria personalità in relazione con quella degli altri e farle assumere una posizione di equilibrio nella vita della polis. Occorre porre fine alla logica dell’ Homo homini lupus e a quell’individualismo esasperante che nelle fasi di crisi economica si accentua con danni irreparabili. Credo che in questo processo di cambiamento di ognuno di noi su cui si innesta l’auspicato cambiamento della società globale, proprio da quel Bambino apparentemente inerme della mangiatoia, promana un insegnamento di recupero di valori quali la povertà, dimensione diversa rispetto alla miseria morale e materiale, l’ umiltà, la solidarietà, la pace che necessitano nel nostro vivere quotidiano per costruire soprattutto per i giovani un futuro sereno. Come Educatori, infatti, siamo impegnati in prima linea a ricostruire le ragione di credere e di sperare : non possiamo permetterci, infatti, di abbandonarci alla sfiducia. I giovani ci guardano : prima di trasmettere i saperi, dobbiamo dimostrare loro di Essere. In questa sfida continua si gioca il futuro di questi ragazzi e delle loro Famiglie che guardano a noi come una ragione di speranza, spesso nel buio del vivere quotidiano. La Luce vera del Natale, quella che promana dalla Grotta del Presepe, invada le nostre coscienze e ci dia la forza per fare luce in un momento storico apparentemente così buio ma in realtà ricco di speranza se siamo disponibili ad accoglierla.                                                                                   f.to  Il Dirigente scolastico                                                                                Prof.ssa Giuseppina Principe  
Ogni famiglia spenderà circa 264 euro, boom dei mercatini   Roma, 2 dic. (TMNews) - La crisi colpisce anche il Natale e 6 italiani su 10 'tagliano' i regali, ogni famiglia spenderà in media 264 euro, l'8,6 per cento in meno rispetto al 2011. E alla ricerca dei doni low cost è boom dei mercatini. E' il quadro dell'austero Natale 2012 tracciato dalla Coldiretti che fa un bilancio del primo weekend di shopping del mese di dicembre, sulla base dell'indagine "Xmas Survey 2012" di Deloitte. Il 62 per cento degli italiani compra regali meno costosi rispetto allo scorso anno anche per effetto della riduzione del reddito pro-capite. In Italia il 61 per cento dei consumatori dichiara che farà gli acquisti delle feste nei punti vendita più economici come i mercatini, che sono - secondo la Coldiretti - l'unico canale commerciale ad aumentare le vendite. Nonostante la crisi economica gli italiani continuano però ad essere sensibili sia alla sostenibilità ambientale, e 8 italiani su 10 eviteranno di acquistare prodotti che hanno impatti negativi sull'ambiente, sia all'etica sociale, con l'83 per cento che non acquista prodotti derivanti dallo sfruttamento di lavoro minorile. Per questo - sottolinea Coldiretti - oltre 7,2 milioni di italiani ricorrono ai farmer's market. E per il 30 per cento di italiani che dichiara che effettuerà acquisti tramite internet non mancano le iniziative di solidarieta' come la possibilita offerta dalla Coldiretti attraverso il Consorzio dei produttori di Campagna Amica di acquistare in tutta Italia direttamente dai produttori alcune delle migliori specialita che hanno reso la Toscana celebre in tutto il mondo, per aiutare i produttori colpiti dall'alluvione.
Istruire è far crescere il territorio Questo l’obiettivo al quale conformare l’azione didattico educativa dell’Istituto “A. Tilgher” di Ercolano che mi onoro di dirigere. Il nostro Istituto è allocato in un territorio caratterizzato da una forte vocazione turistica per la presenza di una ricchezza culturale,  quale gli Scavi, unici al mondo ma anche da un alto indice di degrado urbano, per la mancanza di un tessuto produttivo e di progettualità in grado di offrire ai nostri giovani prospettive concrete di lavoro.  Ercolano è oggi patrimonio dell’UNESCO, patrimonio dell’umanità, per il valore storico delle sue radici. Il sito archeologico è una delle migliori testimonianze della vita dell’ antica Roma e la sua attuale importanza è merito dell’interesse per la ricerca e per le scoperte archeologiche del fondatore dell’ Accademia Ercolanese, il re Carlo III di Borbone che la creò col fine di gestire il grande patrimonio artistico e culturale che si cominciò a rinvenire. Ancora oggi, dopo più di due secoli, nella nostra Ercolano si vivono  grandi contraddizioni e grandi limiti. Siamo patrimonio dell’umanità ma solo pochi ne sono consapevoli. Siamo un paese a forte vocazione turistica, ma non abbiamo ancora una politica di accoglienza. Occorre crescere nell’ottica di conoscere, di valorizzare e di trasmettere questo patrimonio, sviluppando nei nostri giovani la coscienza e l’ orgoglio di appartenere a questa Città. Michelangelo Schipa, autore dell’opera “ Il regno di Napoli al tempo di Carlo di Borbone”, scritto nel 1904, analizzò i limiti dell'azione riformatrice di questo sovrano arrivando alla conclusione che re Carlo è stato rigeneratore dello spirito e della fortuna di un'età felice del nostro passato ma la sua azione rischia di dileguarsi  all'occhio di chi guarda scevro da ogni passione. In questa logica si è creata una sinergia con l’azione meritevole che sta svolgendo l’Accademia Ercolanese, un’azione di risveglio delle coscienze nell’intento di ridare la meritata dignità alla Città. Dalla scuola il monito di trasmettere non solo un “sapere tradizionale” ma soprattutto competenze chiave quali  cittadinanza attiva, competenze linguistiche, competenze digitali, competenze professionalizzanti nell’ambito dei rapporti con l’ambiente socio-economico  per un “sapere attivo” che nel nostro caso si concretizza nell’idea di istruire e formare cittadini competitivi nel loro territorio e nel nuovo processo di ampliamento dell’Europa. “Il sapere – scrive Franco Belli, giurista di solida formazione economica, recentemente scomparso – ormai non è sapere se non è immediatamente strumentale, mirato, frammentato, specializzato, depurato da quelli che sono considerati orpelli e dalle contaminazioni e fascinazioni ritenute quantomeno incongrue”. ll nostro Istituto è rinomato per le numerose azioni mirate alla Cultura della Qualità. Nel campo dell’internazionalizzazione vantiamo due importanti azioni, Il progetto “GEOvani Promossi senza confini” che ha favorito la Rete Scolastica per la mobilità transnazionale, finanziata dalla Regione Campania con Paesi quali il Marocco, la Palestina, l’Argentina, la Slovacchia, il Belgio, la Giordania, la Germania, la Turchia e il progetto Comenius multilaterale con paesi francofoni quali il Belgio e la Francia sostenuta dalla Commissione Europea nell’ambito del programma di “Long Life Program”. Per quest’ultimo progetto l’Istituto è stato insignito di Label Europeo delle Lingue in ragione degli eccellenti risultati riportati da un folto gruppo di alunni e da alcuni  insegnanti impegnati  in azioni di Sperimentazione, Innovazione e Creatività in una dimensione europea. Questi risultati ci hanno incoraggiato e, a partire da quest’anno, proseguiremo sulla strada della mobilità transnazionale legata alla formazione ed all’istruzione professionale che darà opportunità concrete di stages professionali all’estero per  insegnanti e alunni.  La presenza dell’ “Accademia Ercolanese” e la futura collaborazione con l’Urban Center ci inorgogliscono e saranno motivo di riflessione e di ulteriore opportunità di viaggio a ritroso nel tempo per ben comprendere quanto abbiamo ereditato. In quanto rappresentante dell’ unico Istituto di Istruzione Superiore esistente sul territorio, auspico che l’Accademia possa essere polo di incontro mondiale e stimolo alla formazione di una presa di coscienza dell’importanza della nostra Città alla quale noi tutti, ciascuno secondo le proprie competenze, siamo tenuti a dare il giusto contributo con un impegno volto a creare prospettive occupazionali legate alla sua valorizzazione quale “ patrimonio” comune da conoscere, apprezzare e trasmettere alle future generazioni. Prof.ssa Giuseppina Principe Dirigente Scolastico
  Sabato 5 maggio 2012 in Villa Maiuri ad Ercolano, è stato presentato il volume "L'Unità d'Italia, la storia celata" che raccoglie gli atti del convegno internazionale svoltosi l'8 marzo 2011 presso la Sala Cinese della Facoltà di Agraria dll'Università degli Studi di Napoli "Federico II"- Reggia di Portici , in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. L'opera è arricchita da una ristampa di un saggio giovanile a firma del Presidente della Repubblica On.le Giorgio Napolitano, al quale è stata dedicata la copia numero uno. Hanno partecipato alla tavola rotonda: la Dott.ssa Stefania Manfrellotti , la Prof.ssa Giuseppina Principe Dirigente Scolastico Istituto d'Istruzione Superiore Adriano Tilgher, il Prof. Ettore Bove, il Prof. Alessandro Santini, il Prof. Francesco Balletta, il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Dott. Corrado Lembo, il Prof. Paolo Masi Preside della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, il Sindaco della Città di Ercolano Dott. Vincenzo Strazzullo, l'assessore Salvatore Duraccio della Città di Portici, il Presidente del Consiglio nazionale ricerche (Cnr) On.le Prof. Luigi Nicolais. Il moderatore è stato il Dott. Enzo Agliardi caporedattore del giornale Il Denaro. La manifestazione ha visto folta e numerosa la partecipazione della società civile e del mondo della cultura. IL presidente dell'Accademia Ercolanese Dott. Aniello De Rosa, all'apertura dei lavori, ha letto le lettere di encomio pervenute sia del Presidente della Repubblica On.le Giorgio Napolitano, sia del Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti, per l'apporto dato al 150° anniversario dell'Unità d'Italia , con la pubblicazione del volume che, realizzato con il contributo disinteressato di diverse personalità di spicco del panorama intellettuale italiano e della comunità scientifica internazionale, rappresenta una pietra miliare per una corretta analisi storica di quel periodo di transizione, e che per la rigorosità scientifica dei suoi contenuti è destinata a riaprire la discussione sui costi sostenuti dal Mezzogiorno nel processo di unificazione nazionale. A conclusione del  dibattito il Dott. De Rosa ha tenuto a precisare che l’irrisolta Questione Meridionale a 150 anni dall’Unità  d’Italia ormai è stata inglobata dalla insorgente e più vasta  “Questione Meridionale Europea” così come da lui etichettata, a causa dei flussi migratori dal Nord Africa, l’instabilità del Mediterraneo in seguito alle rivolte della Primavera Araba.     alle ore 11.30 è stato presentato il progetto di riqualificazione di Corso Resina e di Piazza Colonna alle ore 11.45 tutti i partecipanti al convegno, a piedi, hanno attraversato Corso Resina per recarsi all'inaugurazione di Piazza Colonna, dove ad attenderli vi erano centinaia di festosi ercolanesi.   alle ore 12.00 la storica Piazza Colonna del Plebiscito si è arricchita della riproduzione delle celeberrime statue "Le Danzatrici di Ercolano"così definite, nell'anno 1755, dall'archeologo tedesco G.G. Winkelmann. Le copie in bronzo sono state fedelmente riprodotte dall'antica Fonderia Chiurazzi, che è riuscita a rendere, con maestria, la plasticità delle forme e la cura dei particolari propie degli originali. La collocazione delle statue in Piazza Colonna è stata ideata e  promossa dall'Accademia Ercolanese e realizzata dall'Amministrazione comunale. Essa ha l'intento di richiamare sia l'attenzione della comunità scientifica internazionale che i flussi  turustici sull'area archeologica della Città di Ercolano, così come avveniva nella seconda metà del ' 700 al culmine del Grand Tour. L'intento di legare la presentazione del volume con la riqualificazione di Piazza Colonna del Plebiscito, è quello di evidenziare l'irrisolta "Questione Meridionale" a 150 anni dall'Unità d'Italia.         Dott. Aniello De Rosa
  Il giorno 16 marzo 2012 alle ore 15,30 verrà inaugurata la mostra "Il sito Reale di Portici - dai Borbone all'Unità d'Italia". In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Soprintendenza BAPSAE per Napoli e Provincia e la Provincia di Napoli celebrano  l’evento con l’apertura straordinaria al pubblico delle trentacinque sale, recentemente restaurate, dell’antico appartamento reale della Reggia borbonica di Portici. L'intento è quello di valorizzare il percorso dell'ala sud est, quasi tutta recuperata, e allestita con il museo didattico sull'Herculanense Museum nel Quarto dei reali Infanti, con l'itinerario sull'Unità d'Italia a Portici nell'Appartamento del Re e con gli acquerelli botanici ottocenteschi del Museo delle Scienze Agrarie nel corridoio verso Resina. Grazie al contributo di Rossopomodoro, 55 tavole ottocentesche dipinte a mano, che rappresentano la memoria del patrimonio varietale di frutta ed ortaggi dell’epoca sono state restaurate e verranno esposte nella sala del Centro Museale MUSA.La mostra “Il Sito reale di Portici dai Borbone all'Unità d'Italia” ripercorre, mediante cimeli, oggetti e pannelli espositivi, la storia dell’area vesuviana dai suoi albori sino alla decadenza, dalla venuta dei Borbone  al grande processo storico del Risorgimento, senza dimenticare la storia dei nostri giorni. Una lunga ed importante evoluzione, fondamentale per la storia d’Italia, diventa pretesto per raccontare i momenti più significativi di questo territorio, i suoi sviluppi economici e le sue caratteristiche storiche ed architettoniche che hanno svolto un ruolo fondamentale nel meridione. Il percorso espositivo si apre con lo Scalone monumentale proseguendo fino alla Terza Anticamera.  Pannelli descrittivi e proiezioni multimediali, dedicati ai Lavori di Restauro della Reggia, hanno lo scopo di evidenziare il contributo tecnico-scientifico delle Istituzioni, sottolineando così l’importante piano di recupero di un bene di incommensurabile valore come la Reggia.La mostra prosegue nelle 20 sale dell’Herculanense Museum, testimonianza settecentesca di quello che fu il primo ed il più importante museo archeologico voluto da Carlo di Borbone nel 1758 per la raccolta delle antichità provenienti dalla vicina Ercolano.Si arriva così nella Sala Pompeiana, dedicata alla esposizione di una collezione di Cartoline di Portici tra Otto e Novecento, a rappresentare le trasformazioni del territorio dopo l'Unità d'Italia, con la proliferazione edilizia nel “Miglio d'oro”.Si accede poi alla Terza Anticamera, intitolata alla storia del passaggio Da Sito Reale a Bene pubblico, attraverso la cartografia e gli inventari storici, con il recupero di due ritratti bronzei dei sovrani Sabaudi Vittorio Emanuele III e Elena realizzate da Enrico Mossuti (Napoli 1849-1920). Nella Sala dell’Udienza o della Tavola pubblica  sono descritti gli aspetti storico-scientifici della Real Scuola di Agraria fiorita nel 1872 all’interno della Reggia di Portici, i successivi sviluppi del Parco Storico e dell’Orto Botanico.  Nella Sala di Conversazione, antica camera da letto di Pio IX,  è presente la sezione delle Industrie dell’area vesuviana. Dall’imponente industria Fincantieri di Castellammare,  si passa alla descrizione dell’estrazione e della lavorazione del corallo, fino ad arrivare al Reale Opificio Borbonico di Pietrarsa, struttura concepita da Ferdinando II di Borbone nel 1840 come industria siderurgica e dal 1845 come fabbrica di locomotive a vapore, oggi divenuta Museo Nazionale Ferroviario.Accanto alla Sala del Bonito o Camera da Letto del Re è affrontata la tematica del ruolo della Provincia nella committenza pubblica tra ‘800 e ‘900, con una selezione di riproduzioni dei dipinti della quadreria.Allestito nella suggestiva Stanza del cembalo della Regina  è il tema delle attività di tutela dell’Arma dei Carabinieri, come omaggio al ruolo di protezione della Cultura svolto da quest’Arma. Riflessioni sul passato e sul presente di alternato alla visita degli ambienti decorati dell'Appartamento Reale. Orari di apertura:                                         giovedi e venerdi ore 10.00-14.00                    sabato ore 10.00-18.00                            Ingresso gratuito.                                   
  3 febbraio 2012     Caserta- Belvedere di San Leucio    «Onorato e gratificato di essere il destinatario di un importante riconoscimento non soltanto come persona ma anche e soprattutto come magistrato». Lo ha affermato a conclusione del suo discorso il Procuratore capo Corrado Lembo dopo aver ricevuto il premio «Euromediterraneo 2011» assegnatogli dall’Accademia Ercolanese presieduta da Aniello De Rosa e conferitogli dopo la prolusione del professor Raffaele Martone, prorettore agli Affari Interni della Seconda Università degli Studi di Napoli nel corso di una cerimonia tenutasi ieri presso la Sala Jean Monnet del Belvedere di San Leucio (Caserta). «La mia azione giudiziaria in questo difficile circondario insieme a tutti i miei colleghi non solo inquirenti ma anche giudicanti è un impegno che parte proprio dalla valutazione di una regola: «sapere aude» (osa conoscere). Noi cerchiamo di capire le cose, non apparteniamo alla categoria dei pubblici ministeri che ‘ruminano’ le notizie di reato che pervengono al proprio ufficio come dei ricettori passivi. Le cose bisogna conoscerle bene, comprenderle e poi agire cercando di mettere i nessi fra loro. In fondo è questa la missione della cultura». Nel suo intervento di alto spessore culturale – durante il quale ha richiamato citazioni latine di Virgilio e Dante collegandole all’attualità – Lembo si è soffermato anche sul ruolo della magistratura.«Non siamo dei corpi separati – ha detto - la magistratura non è chiusa e non deve essere chiusa in una torre d’avorio ma deve aprirsi alla società civile e deve agire insieme con le altre istituzioni. Noi – ha continuato, parlando più volte al plurale e coinvolgendo il suo pool di colleghi con i quali ha detto si svolgere un’azione di ‘promozione di legalità’ - abbiamo realizzato questa idea, cioè che la giustizia si può attuare solo con il concorso di tutte le istituzioni. Il nostro lavoro qui incontra innumerevoli difficoltà, ma con l’unione e l’alleanza tra le istituzioni questi ostacoli possono esseri superati proprio come ricorda un’epigrafe di Virgilio (il lavoro assiduo supera le difficoltà)».  E ancora: «Non può esistere giustizia senza cultura. Direi che la giustizia è il movente ma anche il fine ultimo della cultura, altrimenti la cultura è fine a se stessa. E’ il movente dell’azione divina ma anche il fine ultimo dell’azione umana», ha concluso Lembo. La consegna del premio, al quale ha fatto seguito quello dei riconoscimenti alle migliori tesi di dottorato di ricerca, si è svolta durante una cerimonia dove sono intervenuti diversi relatori moderati dal professor Gianmaria Piccinelli preside della Facoltà di Studi Politici J. Monet della Sun, alla presenza di diverse autorità. Sono intervenuti il sindaco Pio Del Gaudio (tutela del complesso monumentale e rilancio delle sue funzioni vive); il preside della Facoltà di Architettura della Sun, Claudio Claudi in rappresentanza del rettore della Federico II, Massimo Marrelli; il prof. Francesco Rossi, rettore della Sun (necessità di competizione nel mondo della ricerca e del lavoro e auspicio per una sede di rappresentanza della Monet a San Leucio, in vista del trasferimento nel complesso delle ex Poste); il direttore generale del Banco di Napoli, Giuseppe Castagna (mondo del lavoro giovanile ed economia sul territorio); i rappresentanti dei comuni Portici, Bruno Provitera (in rappresentanza del sindaco Vincenzo Cuomo) e l’assessore di Ercolano, Gioacchino Acampora (in rappresentanza del sindaco Vincenzo Strazzullo) che ha parlato del «modello Ercolano», città che ha combattuto e annientato il crimine organizzato insieme a tutte le istituzioni. L’Accademia Ercolanese, la storia: propulsore fu il ministro di Giustizia Bernardo Tanucci (a Caserta c’è una strada intitolata al segretario della casa reale napoletano d’adozione) mentre dopo la morte del re subentrò Filippo Mazzocchi, nipote di Alessio Simmaco Mazzochi nativo di Santa Maria Capua Vetere L'Accademia Ercolanese è un'accademia di carattere archeologico istituita nel 1755 a Napoli da Carlo III di Borbone per pubblicare e illustrare gli oggetti che frequentemente venivano disseppelliti nelle città sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.,principalmente Pompei ed Ercolano (da cui l'accademia prende il nome). Dopo un lungo periodo di totale silenzio, l'accademia ha ripreso vita nel dicembre 1996 con lo scopo di reagire al "degrado della vita culturale della Città di Ercolano e più in generale del territorio vesuviano" e per "rianimare le attività culturali di quest'angolo della Regione Campania e soprattutto richiamare alla memoria degli Ercolanesi le nobili memorie delle antiche città di Ercolano, Pompei, Oplontis e Stabiae". Dopo alcuni tentativi andati a vuoti, il re, infastidito dall'allungarsi dei tempi, su suggerimento del marchese Bernardo Tanucci che allora era segretario di stato della casa reale, decise di fondare un'accademia unicamente incaricata di illustrare i monumenti rinvenuti dagli scavi: era il 13 dicembre 1755 e così nasceva la Regale Accademia Ercolanese. L'accademia doveva essere composta da soli quindici filologi e riunirsi presso la segreteria di stato della casa reale sotto la presidenza del Tanucci. Alla morte di tre di questi subentrarono in seguito il marchese Filippo Mazzocchi (nipote del più famoso Alessio Simmaco), Michele Arcangelo Lupoli e Vincenzo Calà. Dopo il ripristino dell'accademia per la prima volta ne venne anche scritto uno statuto, composto da dodici articoli, approvato da re Ferdinando IV il 10 maggio 1787.Filippo Mazzocchi, nipote di Alessio Simmaco Mazzocchi, nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1684 intorno ai settanta anni d'età, fu uno dei quindici prescelti per entrare a far parte dell'Accademia Ercolanese. I quindici membri di questa accademia avevano il compito di pubblicare e illustrare gli oggetti rinvenuti nelle città sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Tra i compiti svolti dal Mazzocchi vi fu la delicata decifrazione dei papiri scoperti tra l'ottobre 1752 e l'agosto 1754 nella Villa dei Pisoni, con l'aiuto del padre scolopio Antonio Piaggio.
CASERTA - Si terrà domani 31 gennaio 2011, alle 11, presso la sala giunta di Palazzo Castropignano, la conferenza stampa di presentazione di uno speciale conferimento che l’Accademia Ercolanese ha riservato a personalità del Mezzogiorno d’Italia, che si sono distinte nel campo del pensiero e dell’etica e che rappresentano anche per le giovani generazioni un richiamo ai valori di moralità e di giustizia. Per il 2011 l’importante riconoscimento sarà tributato al Procuratore della Repubblica di S. Maria C.V., Corrado Lembo. DEL GAUDIO E CALDORO PRESENTI ALLA PREMIAZIONE - La cerimonia della premiazione, per la prima sul territorio di Caserta, avverrà il giorno 3 febbraio alle 9,30 nella sala Europa del Belvedere di San Leucio, alla presenza del sindaco Pio Del Gaudio, del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, dei rettori, Massimo Marrelli e Francesco Rossi, delle autorità accademiche, fra cui Gianmaria Piccinelli, preside della Facoltà di studi politici “Jean Monnet” (Seconda Università di Napoli), che fungerà da moderatore e Raffaele Martone, prorettore agli affari interni della Seconda Università di Napoli, che consegnerà il riconoscimento al Procuratore Lembo. INTERVERRANNO I ISINDACI DI ERCOLANO E PORTICI - Interverranno, inoltre, i sindaci delle città di Ercolano e Portici, che hanno ospitato le passate edizioni del premio, nonché il direttore generale del Banco di Napoli s.p.a.- Gruppo Intesa Sanpaolo, Giuseppe Castagna, a testimoniare l’interesse dell’azienda alla promozione della ricerca scientifica nel Meridione. Modererà i lavori i giornalista Rai, Rino Genovese. lunedì 30 gennaio 2012
Domenica 18 Dicembre 2011 18:07

Riforma delle pensioni

Reddito minimo garantito per chi si trova senza lavoro e l'arrivo certo del contributivo pro-rata per chi non lo applica ancora. E poi: un' accelerazione dell'aumento dell'età pensionabile per le donne e anche nuovi strumenti per favorire l'occupazione dei giovani, tutelando chi oggi è precario. Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero stringe i tempi e annuncia da Bruxelles "una riforma incisiva ma che rispetta il principiò di equità tra le generazioni". Riforma che - dice - "verosimilmente sarà annunciata entro pochi giorni". Lunedì è previsto il Consiglio dei Ministri e qui, fra le altre misure per la crescita, è attesa la parte strutturale del piano pensioni che prevederà anche anche un adeguamento agli standard europei dell'età pensionabile delle donne. Il governo - annuncia Fornero - lavorerà a introdurre in Italia, con un pacchetto ancora da congegnare, il "reddito minimo garantito". L'Italia è l'unico Paese europeo, insieme all'Ungheria, a non prevederlo nel suo sistema di welfare. "Dalla prossima settimana lavoreremo per migliorare il mercato del lavoro soprattutto per giovani e donne, con l'obiettivo di dare ai lavoratori più svataggiati e precari, chance in più di lavoro vero" ha aggiunto. Immediate le reazioni positive del Pd che vede nel "reddito minimo garantito" "un indispensabile strumento di lotta alla povertà" Tornando sul dossier pensioni Fornero ha annunciato l'introduzione del sistema contributivo pro-rata. Questo significa che dal primo gennaio 2012 le pensioni saranno tutte calcolate sulla base dei contributi versati, fatto salvo il meccanismo del sistema retributivo fino a tutto il 2011 per chi ne aveva diritto. Il ministro ha assicurato che "eccezioni saranno fatte verso il basso" per dare di più a chi non ce l'ha fatta. Cioé coloro che non sono riusciti a maturare contributi sufficienti per maturare una pensione dignitosa. Ancora oggetto di studio e di indiscrezioni il punctum dolens della soglia minima di contributi necessari per ottenere la pensione di anzianità a prescindere dall'età raggiunta. Ora è fissata a 40 anni ma si parla di un possibile innalzamento tra i 41 e i 43 anni di contributi. Se per la Cgil di Camusso 40 anni é un "numero magico" e "serve un confronto". Il Pd apre, per voce dell'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, al sistema pro-rata e anche a un'eventuale innalzamento della soglia dei 40 anni, ma a patto che sia volontario e con un sistema di incentivazione e disincentivazione, tutelando chi è soggetto a lavori più usuranti. Sulla flessibilità in uscita è d'accordo anche il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua: "se si va verso il sistema contributivo è insita la capacità di flessibilità dell'uscita", ha detto ricordando però che in Italia l'età media di pensione per anzianità è di 58,7 anni, mentre la media di vecchiaia e anzianità è di 60,2 anni ampiamente sotto la Germania (61,7 anni) e la Spagna (62,3 anni) la Francia è a 59,3 anni. Con l'avvicinarsi della data del Cdm i sindacati - che non sono ancora stati convocati - sono entrati in fibrillazione e chiedono ad alta voce un confronto pur sapendo che i tempi sono stretti. "La parola magica è trattare e trovare soluzioni migliori" ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni uscendo poi alquanto dall'incontro con il ministro dello Sviluppo Corrado Passera: "adesso mi sembra inesistente la volontà a convocarci" ha detto. Il ministro Fornero da Bruxelles si è detta disponibile a incontrare le parti prima di lunedì, ma ha prudentemente aggiunto: "dipenderà dal premier e dai vincoli di tempo".
Martedì 06 Dicembre 2011 09:11

Rischi di tumore alla prostata

  Rischi di tumore alla prostata: la carne troppo cotta alla griglia. Colpa del grasso che cola e di temperature di cottura troppo elevate, il consumo di bistecche e hamburger molto cotti potrebbe far duplicare il rischio di carcinoma prostatico, secondo uno studio Usa.   L' abitudine a mangiare hamburger ben cotti e bistecche abbrustolite potrebbe tradursi in un rischio più elevato di sviluppare un tumore aggressivo alla prostata. Secondo i ricercatori, chi consuma grandi quantità di carne rossa molto cotta avrebbe il doppio delle possibilità di ammalarsi di questo tipo di tumore. Notizia di uno studio condotto dal dipartimento di Urologia della University of California di San Francisco, pubblicato sulla rivista PloS One . Lo studio, guidato dall'urologo Sanoj Punnen, si è basato su 470 persone cui era stato recentemente diagnosticato un tumore aggressivo alla prostata e su 512 soggetti di controllo, tutti reclutati dai principali ospedali e centri di ricerca di Cleveland, in Ohio. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario sulle loro abitudini alimentari durante l'ultimo anno. Il questionario raccoglieva informazioni su vari alimenti, tra cui diversi tipi di carne e la frequenza con cui erano stati consumati. Una parte era invece destinata al consumo di carni al barbecue, alla griglia e al grado di cottura più comunemente scelto.Dai risultati è emerso che chi era abituato a mangiare due porzioni di hamburger o polpettone alla settimana aveva un rischio più che doppio di sviluppare un tumore aggressivo alla prostata rispetto a chi non ne consumava affatto. Secondo gli studiosi, la "colpa" non sarebbe tanto della carne in sé, quanto piuttosto della tecnica e del grado di cottura. Il rischio era doppio infatti per quegli uomini che nel questionario avevano confessato di mangiarla "ben cotte", mentre l'aumento era decisamente più modesto (circa del 12%) per coloro che avevano risposto di essere più avvezzi alla "cottura al sangue" o "media".L'idea che ciò che mangiamo possa influenzare in qualche modo le probabilità di sviluppare il carcinoma prostatico non è nuova. "Negli ultimi anni - ha spiegato Punnen - sono stati condotti numerosi studi epidemiologici con l'obiettivo di valutare l'impatto dei fattori alimentari su questi tumori". Quelli focalizzati sul consumo di carne, però, hanno dato spesso risultati contrastanti. In alcuni casi, infatti, sono state riportate associazioni positive tra il consumo di carne rossa e il rischio di cancro alla prostata. L'esempio più noto è una ricerca condotta dal National Cancer Institute di Rockville, in Maryland, su 175.343 uomini, che aveva registrato una correlazione tra il consumo totale di carne rossa e il tumore alla prostata. Recentemente, tuttavia, un'analisi pubblicata sul Nutrition Journal non aveva confermato tali correlazioni, ma solo un'associazione "debole" tra questo tipo di tumore e il consumo di insaccati e/o carne processata.Secondo Punnen e colleghi, una possibile spiegazione dei risultati spesso discordanti a cui sono arrivate le diverse ricerche può risiedere nel tipo di tumore esaminato. "In particolare, è possibile che l'associazione tra consumo di carne e tumore sia valida solo per cancri aggressivi o in stadio avanzato", ha precisato l'urologo. Il cancro alla prostata, infatti, è estremamente eterogeneo: alcuni tumori rimangono latenti, mentre altri sono più aggressivi e tendono a progredire rapidamente.Un'altra spiegazione plausibile, secondo gli studiosi, è che a far aumentare il rischio non sia tanto il consumo di carne in sé, quanto piuttosto il modo in cui è cucinata. Studi recenti, tra cui quello dell'Università di California, si sono quindi focalizzati sul grado di cottura e il livello di carbonizzazione della carne, suggerendo un rischio più elevato per chi mangia abitualmente carni cotte ad alte temperature, come ad esempio alla griglia.Il meccanismo attraverso il quale il consumo di carne ben cotta potrebbe aumentare il rischio di cancro consiste nel rilascio di composti mutageni durante la fase di cottura. I principali responsabili sembrerebbero essere le ammine eterocicliche e gli idrocarburi policiclici aromatici, composti chimici che si formano quando il muscolo di animali come manzo, maiale, pesce e pollo vengono cucinati a temperature elevate. Gli idrocarburi aromatici, in particolare, si producono affumicando o grigliando la carne a fiamma diretta. Il grasso che cola sul fuoco genera fiamme contenenti idrocarburi aromatici, che poi vanno a ricoprire la superficie della bistecca o dell'hamburger. Le ammine, invece, si formano da reazioni di creatina e creatinina con amminoacidi e zucchero quando si cuoce a lungo e ad alte temperature.Lo studio ha alcuni punti deboli, tra cui il fatto di fare affidamento sulla "memoria storica" di ciò che i partecipanti ricordano di aver mangiato. Ciononostante, è considerato un importante passo in avanti nella comprensione del ruolo che questi e altri composti mutageni potrebbero avere nella formazione del tumore prostatico. La speranza è quella di riuscire un giorno a sviluppare strategie di prevenzione che abbiano di mira proprio queste sostanze."Dato l'impatto del cancro alla prostata sulla salute pubblica mondiale, l'individuazione di qualsiasi tipo di strategia alimentare e preventiva in grado di ridurne il fardello fisico, emotivo ed economico è da considerarsi estremamente importante", ha concluso Punnen. I fattori di rischio conosciuti per questo cancro includono l'età, la storia familiare, l'etnicità e diverse varianti genetiche. Sebbene questa neoplasia sia altamente ereditaria, le variazioni geografiche nell'incidenza del tumore e l'aumento delle probabilità di ammalarsi per quegli uomini che si trasferiscono da Paesi considerati a "basso rischio" (soprattutto in Asia) a nazioni dove il rischio è più alto (Stati Uniti e Nord Europa) suggeriscono che i fattori ambientali potrebbero giocare un ruolo decisivo nella comparsa di questa malattia al tempo stesso così comune e così complessa.Negli Stati Uniti, il tumore alla prostata è il cancro più diffuso (fatta eccezione per quelli della pelle) e la seconda causa di morte legata ai tumori per la popolazione maschile. Solo quest'anno, negli Usa sono previsti oltre 33.000 decessi causati dalla neoplasia.Quanto all'Italia, sono oltre 40.000 gli uomini a cui ogni anno viene diagnosticato un carcinoma prostatico (dati Registro Italiano dei Tumori ). Nel nostro Paese ci sono più di 216.000 persone che vivono con una diagnosi di cancro alla prostata. Questo tumore, la cui incidenza aumenta con il prolungarsi dell'aspettativa di vita, può essere facilmente trattato se individuato nelle prime fasi: il tasso di sopravvivenza a 5 anni è dell'88% (dati Rapporto Airtum 2011 ).
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 3
 

Login